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GRAF VON SPEE

GRAF VON SPEE - AFFONDAMENTO DELLA NAVE -  DOMENICA CORRIERE 1939

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E' dedicata alla fine della Graf von Spee la prima di copertina di questo numero originale della Domenica del Corriere del 1939 (ottimo lo stato di conservazione, 12 pagine, Num. 53, 24-31 dicembre 1939 XVIII). La tavola di A. Beltrame narra un momento dell'agonia della nave affondata per ordine di Hitler. 
La Admiral Graf von Spee fu un incrociatore pesante classe Deutschland che servì nella Kriegsmarine tedesca durante la seconda guerra mondiale. Partecipò a quella che  divenne nota come battaglia del Rio de la Plata, e fu la prima vera battaglia navale della seconda guerra mondiale. In circa un'ora e mezzo di combattimento, i cannoni di grosso calibro della Graf Spee danneggiarono gravemente l'incrociatore Exeter, ma la nave riportò anch'essa dei danni, che convinsero Langsdorff a rompere il contatto e ad allontanarsi dalla squadra britannica. Tallonata dall'Ajax e dall'Achilles, la Graf Spee si diresse verso la terraferma del vicino Uruguay. Poco prima di mezzanotte del 14 dicembre 1939, la Graf Spee approdò al porto di Montevideo, mentre gli incrociatori britannici si fermavano al limite delle acque territoriali uruguaiane. La decisione di Langsdorff di interrompere il combattimento e di rifugiarsi nel porto di Montevideo fu oggetto di molte critiche, sia all'epoca che successivamente. 
Mentre Langsdorff (che nel combattimento aveva riportato una ferita al braccio sinistro e una lieve commozione cerebrale) scendeva a terra per partecipare ai funerali dei 37 membri dell'equipaggio della Graf Spee caduti in battaglia, si aprì una accesa disputa diplomatica tra i rappresentanti tedeschi e britannici presso il governo uruguaiano (in quel momento ancora neutrale) circa il tempo massimo da concedere alla Graf Spee per rimanere a Montevideo. Dietro richiesta di Langsdorff, l'ambasciatore tedesco chiese il permesso di restare due settimane, tempo giudicato sufficiente per riparare completamente la Graf Spee; i britannici chiesero che il permesso fosse limitato a 24 ore, ma in seguito si dimostrarono più propensi a concedere un lasso di tempo maggiore, per premettere ad altre navi da guerra di avvicinarsi al Rio de la Plata. Dopo che una commissione di tecnici ebbe visitato la nave, il governo uruguaiano concesse alla Graf Spee di rimanere in porto per non più di 72 ore, tempo giudicato sufficiente per riparare i danni più gravi; alla scadenza, la nave, in conformità alle regole internazionali, sarebbe stata posta in disarmo e l'equipaggio internato.
Il 17 dicembre 1939, a poche ore dallo scadere dell'ultimatum uruguaiano, la Graf Spee lasciò il porto di Montevideo con a bordo Langsdorff e un equipaggio ridotto al minimo, seguita dal mercantile tedesco Tacoma (che si trovava per caso nel porto) e da due piccoli rimorchiatori argentini affittati dall'ambasciata tedesca, che trasportavano il resto dell'equipaggio; la partenza della Graf Spee venne osservata da una numerosa folla accalcata sulle banchine del porto, nonché da alcuni radiocronisti che da giorni seguivano la vicenda. Giunta al limite delle acque territoriali, la Graf Spee calò l'ancora in un punto dove il fondale era basso, mentre Langsdorff e i suoi uomini si trasferivano su uno dei rimorchiatori. Poco dopo, una serie di potenti esplosioni squarciò la nave, che bruciò fino alla mattina seguente, quando si inabissò definitivamente.

secondo cassetto grande

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